PROCESSO MOSE A RISCHIO PRESCRIZIONE: NON FACCIAMO VINCERE LA CORRUZIONE!

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Mentre la Corte dei Conti di Venezia ha accertato un danno erariale per oltre 37 milioni di euro per le tangenti del Mose, nell’indifferenza generale di politica e istituzioni,  i grandi corruttori di uno degli scandali più grandi di questo Paese rischiano di farla franca, grazie alla scure della prescrizione, che potrebbe abbattersi tra poco meno di tre mesi, sul processo, con il pericolo di annullare così, di fatto, tutto il lavoro di indagine compiuto dalle forze dell’ordine negli ultimi tre anni.

Con un intervento di fine seduta in Aula  ho ricordato come per lo scandalo delle dighe mobili, che avrebbero dovuto proteggere Venezia dall’acqua alta, sono stati indagati tutti i livelli politici che hanno ruotato intorno a questa opera faraonica: una vera e propria associazione a delinquere, un sistema di corruzione che ha travolto indifferentemente controllori e controllati, politica locale e nazionale.

Lo Stato ha speso finora  5 miliardi e mezzo per un’opera che avrebbe dovuto essere consegnata dieci anni fa e su cui oggi, nonostante tutti i soldi spesi, non si hanno certezze né sui tempi di consegna né tanto meno sulla sua efficacia.

Il M5S ha presentato da tempo una proposta di legge che bloccava la prescrizione al rinvio a giudizio in alternativa al giudizio di primo grado. Ovviamente tutti i partiti l’hanno bocciata, e questa situazione del Mose spiega bene il perché: i politici possono farla franca.

A questo link, il video del mio intervento in Aula:

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