PESCA DI FRODO, VITTORIA M5S CONTRO BRACCONAGGIO; DALLA GIUNTA ZAIA NESSUN PROVVEDIMENTO DI PIANIFICAZIONE PER IL VENETO

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Mentre la Giunta Zaia continua ad ignorare il fenomeno della pesca di frodo, che sta letteralmente devastando gli argini del delta e l’ecosistema dei nostri nostri fiumi Piave e Sile, il M5S è impegnato da tempo nel contrasto al bracconaggio ittico ed è riuscito ad ottenere l’istituzione di un fondo ad hoc da 1 milione di euro per combattere questa pratica vergognosa ed illegale. Oltre allo stanziamento di queste importanti risorse, il M5S ha ottenuto di recente anche un finanziamento di 10 milioni di euro, fino al 2020, per interventi di manutenzione straordinaria, finalizzati alla protezione dei territori del delta del Po dal fenomeno della subsidenza, in particolare nelle zone  ricomprese tra le province di Ferrara e Rovigo.

Io stessa ho sensibilizzato le istituzioni, sia a livello locale che nazionale, attraverso appelli mirati al Ministri dell’Ambiente e dell’Interno, per fermare quello che è diventato un vero e proprio business in Veneto, a dispetto di qualsiasi norma, prima che la pesca abusiva comprometta irrimediabilmente l’ecosistema del fiume, con danni enormi per l’ambiente circostante.

Mentre Zaia continua a dispensare regali e favori alle lobby dei cacciatori – proprio domani verrà votata l’ennesima proroga del vecchio Piano venatorio senza che siano stati adottati nuovi strumenti di pianificazione territoriale –  grazie all’intervento del M5S, possiamo finalmente contare su nuovi fondi e più mezzi a disposizione per potenziare i controlli contro la pesca di frodo e per rafforzare la tutela ambientale di un’area, come quella veneta, fortemente colpita dal  dissesto idraulico e idrogeologico.

Ciò che realmente serve ai cittadini è infatti una seria programmazione degli interventi, a lungo raggio in materia ambientale e un rafforzamento della vigilanza venatoria, in grado di garantire, in via effettiva, il presidio del  nostro territorio.

Grazie all’intervento del M5S viene rafforzato il contrasto a queste pratiche illegali, in particolare  nelle aree del fiume dove è conosciuta la presenza di fenomeni di bracconaggio, con nuove risorse e più controlli contro il bracconaggio ittico nelle acque interne.

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