INQUINAMENTO A VENEZIA, TRAFFICO ACQUEO ESCLUSO DALLE MISURE ANTI SMOG

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Nessuna misura concreta, adottata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Veneto per porre un freno all’inquinamento legato al traffico acqueo, ormai fuori controllo, nella città lagunare. 
E’ questo ciò che emerge dalla lettura dell’Accordo di programma per la qualità dell’aria, siglato lo scorso giugno tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Veneto ed approvato martedì scorso dalla Giunta comunale di Venezia.
Incredibile ma vero: in questo accordo non si è tenuto minimamente in considerazione il traffico acqueo lagunare che in città rappresenta – anche a causa dell’utilizzo da parte dei natanti di gasolio o miscele benzina-olio, altamente nocivi – la principale fonte di inquinamento, mentre sono state assunte, nell’ambito dei trasporti, delle limitazioni esclusivamente per la circolazione di autovetture e veicoli commerciali.
Forse il Ministro Galletti e il presidente Zaia si sono dimenticati che se Venezia è una  tra le città più inquinate d’Italia, con il record di polveri sottili, questo non è dovuto tanto al traffico automobilistico quanto soprattutto a quello acqueo, per cui ancora non esiste nessun divieto o limitazione alle emissioni nocive, tanto per le piccole imbarcazioni locali, quanto per le navi da crociera che circolano in Laguna.
Ricordo che lo scorso 12 ottobre, in Rio Novo, in pieno centro storico, è stato registrato l’ennesimo record negativo per il superamento dei valori limite di diossido di azoto e che anche la concentrazione di polveri sottili ,nella città lagunare, ha già sforato, per ben sei volte, nei primi quindici giorni di ottobre, la massima concentrazione.
Ben vengano quindi misure di contingentamento dei trasporti legati alle attività di logistica anche in laguna, come viene fatto in terraferma, in caso di raggiungimento del limite “rosso”, come limitazioni alla navigazione nel centro storico. Stessa cosa potrebbe essere prevista per i taxi, con la previsione di deroghe specifiche in caso di comprovata necessità.
A questo bisognerebbe aggiungere un piano di progressiva sostituzione,  per il trasporto pubblico locale, dei propulsori più inquinanti con motori alimentati in modo più sostenibile da un punto di vista ambientale e quindi più compatibili con la salvaguardia della salute degli abitanti di Venezia e con il patrimonio architettonico della città.
Oltre ad aver depositato un’interrogazione in Parlamento per chiedere spiegazioni direttamente al Ministro di questa grave “dimenticanza”, mi auguro che ora si voglia al più presto correre ai ripari ed aggiornare il contenuto dell’Accordo, magari con uno stanziamento ad hoc all’interno della Legge di Bilancio, per estendere anche al traffico lagunare le misure antismog adottate per i veicoli su strada, e le relative risorse, previste a titolo di incentivo, per i mezzi meno inquinanti.
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