CONTINUA LA CRESCITA FUORI CONTROLLO DEL CANOVA, VOLI IN AUMENTO E NESSUNA MISURA DI MITIGAZIONE AMBIENTALE

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E’ ancora una volta un record negativo quello fatto registrare dall’aeroporto Canova di Treviso, che  nonostante il mancato rispetto dei vincoli previsti per i limiti massimi di sorvolo continua ad essere operativo nell’indifferenza generale delle istituzioni e con grave rischio, per la sicurezza e la salute dei cittadini.

I dati sul traffico aereo diffusi ieri da Enac e riferiti al 2017 confermano infatti la crescita fuori controllo e in violazione di tutte le regole dello scalo trevigiano, che con  17.868 movimentazioni annue, vale a dire il +12,9 rispetto all’anno precedente, è ampiamente al di fuori del limite massimo dei 16.300 voli imposti per l’aeroporto dal Ministero dell’Ambiente.

Superare questo limite dei 16300 voli/anno non significa solo più inquinamento ambientale e acustico ma comporta anche maggiori rischi per la sicurezza sia dei residenti sia dei viaggiatori.

Trovo vergognoso che nelle dichiarazioni rilasciate ieri dai vertici dell’Enac e dal  Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a margine dei dati sulla crescita del trasporto aereo, non ci sia spazio per la valutazione dell’impatto ambientale che questo scalo ha sui residenti dei dintorni aeroportuali, con tutti gli effetti negativi che un aumento esponenziale del traffico aereo ha prodotto nel tempo fino a oggi.

Ricordo infatti che per il Canova non è stato ancora attuato nessun intervento di contenimento e di abbattimento del rumore da parte del gestore aeroportuale, in violazione dell’obbligo di accantonamento del 7% dei fondi di bilancio per l’adozione di interventi questo tipo.

Mancano poi le opere di mitigazione e compensazione ambientale essenziali per tutelare la qualità della vita dei residenti.

Sono anni  che insieme ai comitati mi batto affinché venga finalmente rispettato il tetto massimo del numero di voli annui per l’aeroporto di Treviso e sia condotta una seria attività di vigilanza e monitoraggio nei confronti della società Aertre/SAVE che gestisce l’aeroporto Antonio Canova.

Non si può infatti continuare a parlare di incremento del traffico aeroportuale senza tenere conto delle priorità irrinunciabili nella pianificazione e nella gestione del Canova vale a dire  una corretta valutazione ambientale dei progetti e la tutela della salute pubblica.

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