COMBATTIMENTI CLANDESTINI TRA CANI IN VENETO, CHIESTO INTERVENTO PER FERMARE IL RISCHIO PRESCRIZIONE

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L’ennesimo rinvio del processo a carico degli organizzatori di combattimenti clandestini tra cani scoperti a Spinea rappresenta una cattiva notizia non solo per chi è impegnato nel contrasto di questo atroce business, fonte di un giro d’affari di milioni di euro per la criminalità organizzata, ma per l’intera giustizia italiana, considerato che i fatti, risalenti al lontano 2011, sono ormai vicinissimi alla prescrizione e gli accusati rischiano di rimanere così impuniti.

Ogni anno migliaia di animali sono vittime dei combattimenti collegati alle scommesse clandestine, un fenomeno che cresce a ritmi allarmanti e che coinvolge soggetti senza scrupoli, dai delinquenti locali fino ai sodalizi mafiosi e criminali.

Il codice penale punisce con la reclusione da uno a tre anni e con una multa da 50.000 a 160.000 euro chi promuove, organizza o dirige combattimenti tra animali ma i colpevoli, a causa di una giustizia che procede troppo spesso a rilento, rischiano ora di farla franca.

Ogni anno in Italia si prescrivono oltre centomila processi, con risorse pubbliche buttate al vento senza che i responsabili siano stati puniti.

Ho quindi inviato un appello al Ministro della Giustizia per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla crescita allarmante di questo fenomeno, con un aumento delle segnalazioni, e dei ritrovamenti di cani feriti o morti a seguito dei combattimenti.

Inoltre, per contrastare in maniera efficace questi comportamenti criminali, è necessario che oltre ad intensificare i controlli, il Ministero della giustizia vigili sul corretto andamento dei processi, per non cadere nella trappola della prescrizione e garantire la certezza dei tempi della giustizia.

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