PER AGRIVILLAGE IN ARRIVO L’ENNESIMA PROROGA; AMMINISTRAZIONE DI MUSILE PRENDE IN GIRO I CITTADINI

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Trovo vergognoso il tentativo in atto da parte dell’amministrazione comunale di Musile di Piave di prendersi gioco dei cittadini, concedendo a favore della società promotrice dell’Agrivillage un’ulteriore proroga di sei mesi, che guarda caso cade a puntino per evitare un certo imbarazzo in pieno clima elettorale per le elezioni in vista.

La sindaca Silvia Susanna aveva promesso, solo qualche mese fa, che quella di novembre scorso sarebbe stata l’ultima proroga urbanistica: e invece adesso si ricorre a un nuovo rinvio, senza che peraltro vengano rese note alla cittadinanza le reali motivazioni.

D’altra parte sono molti gli aspetti che rimangono ancora ad oggi oscuri in merito a questo progetto: oltre ai tempi poco credibili di apertura dell’Agrivillage e la raccolta di curriculum senza avere idea delle attività che apriranno, restano i dubbi circa la società proponente del progetto, al centro di un complicato meccanismo di scatole cinesi che sembrerebbe proteggere gli stessi imprenditori e che porterebbe, alla fine della catena, a una società iscritta al registro delle imprese di Londra con capitale sociale di una sola sterlina.

A questo complesso scenario societario, si aggiunge poi la poca chiarezza relativamente al ruolo ricoperto nella promozione dell’Agrivillage dall’associazione COEMM di Maurizio Sarlo, al centro di numerose inchieste giornalistiche per aver promesso ai “soci” ingenti quantità di soldi, mai arrivati e che  non si sa ancora dove vadano a finire.

La tesi che da tempo porta avanti il M5S è che l’Agrivillage sia un progetto di pura speculazione edilizia e finanziaria, ai danni delle realtà agroalimentari e delle comunità locali, che non ne trarranno alcun beneficio, ma che anzi verranno penalizzate da una struttura che risponde alle logiche dei centri commerciali e che allontanerà ulteriormente i cittadini dai centri storici.

 

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